A oltre un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada (14 dicembre 2024), il quadro della sicurezza stradale in Italia mostra luci e ombre.
Lo rivela l’ultima analisi dell’Osservatorio Verti Movers di Verti Assicurazioni, compagnia 100% digitale del Gruppo Mapfre, realizzata su un campione di oltre 500.000 assicurati.
I numeri
Secondo i dati, i sinistri complessivi sono diminuiti del 3,9% e quelli con lesioni del 2,8%. Tuttavia, i decessi sono aumentati del 7,7%, segno di una maggiore pericolosità degli incidenti rimasti: ogni 1.000 sinistri, almeno uno si è rivelato fatale.
Auto più sicure, criticità per le due ruote
La categoria che registra i risultati migliori è quella delle automobili: sinistri totali in calo del 4,2% e, soprattutto, morti ridotte del 19,4%. Segnali positivi anche per i ciclomotori, con un significativo calo dei sinistri con feriti (-11,5%) e dei feriti gravi. Diverso il quadro per le moto: pur registrando una lieve diminuzione dei feriti gravi (-2,5%), emerge un aumento dei decessi. Le due ruote motorizzate restano quindi uno dei segmenti più critici.
Età e territorio: chi rischia di più
Dall’analisi emerge che la fascia d’età con il maggior numero assoluto di sinistri nel 2025 è quella dei 50-59 anni, seguita dai 40-49 anni. Il picco di decessi più elevato si registra invece tra i 60-64enni, con un drammatico aumento del +125% rispetto al 2024. Sul fronte territoriale, le province con il maggior incremento di sinistri sono Belluno (+131%), Prato (+18%) e Caltanissetta (+18%). Quest’ultima risulta anche la più pericolosa, con una crescita del 2,5% dei sinistri che causano lesioni gravi.Al contrario, si confermano più sicure grandi realtà urbane come Torino (-1% di sinistri) e Genova (-5%), a dimostrazione che le grandi città sembrano gestire meglio il rischio.
